#AngoloErasmus – esperienze Erasmus Plus KA1 in vista del 1 febbraio ore 12!

In vista della scadenza dei progetti Erasmus Plus per la mobilità dello staff della scuola (1 febbraio 2018 ore 12.00 di Bruxelles!!!), vogliamo condividere un’altra esperienza di una scuola molto attiva in progetti Erasmus Plus, sia KA1 che KA2.

Lasciamo subito la parola al Prof. Lannino dell’IIS Eugenio Bona di Biella (http://www.itcbona.biella.it/), conosciuto ormai più di 3 anni fa durante i nostri primi corsi a Chianciano Terme organizzati con l’Associazione Nazionale Presidi.

Convinte che la condivisione delle buone pratiche sia componente strategica per migliorare la propria capacità progettuale, ecco a voi il loro racconto condito di interessanti suggerimenti sul mondo Erasmus Plus per la scuola:

“Il nostro istituto è pronto per la terza candidatura KA1: dopo due grant ottenuti (2015 e 2017), intervallati da un KA2 in veste di paese coordinatore, ci prepariamo a proseguire l’azione di internazionalizzazione e formazione intrapresa attraverso Erasmus Plus.

Abbiamo sin da principio privilegiato un approccio multifattoriale alla formazione, individuando alcune aree tematiche attraverso l’incrocio del documento ET2020 con le linee strategiche di sviluppo dell’Istituto previste dal POF prima, poi dal PTOF. Il piano di formazione 2016/17, finanziato con grant Erasmus+ KA1 con valutazione 100/100, prevedeva le seguenti azioni:

1)      Job shadowing c/o Ørestad Gymnasium (https://oerestadgym.dk/in-english) : l’Istituto, menzionato da INDIRE come esempio di good practice nel campo dell’innovazione didattica, delle metodologie ICT-based e nell’uso dello spazio didattico in modo funzionale, ha acconsentito a proseguire una collaborazione aperta nel 2015 ed incentrata sullo scambio di esperienze didattiche innovative. Questa seconda manche di cooperazione è stata intesa a realizzare una ricerca/azione sul tema dei digital mindframes: quali sono gli atteggiamenti che favoriscono un maggiore impatto delle metodologie didattiche ICT-based sugli apprendimenti? Cosa ostacola l’introduzione di metodologie innovative?

2)      Formazione per il contrasto del drop-out fornita dal provider islandese Intercultural Iceland: attraverso lo studio di un sistema scolastico a “dispersione zero” abbiamo inteso affrontare una tematica di scottante attualità per il nostro Istituto – un tecnico/professionale che presenta molte zone di fragilità nella popolazione studentesca, con un rischio drop-out non trascurabile. In aggiunta, il provider ha acconsentito ad effettuare una curvatura del corso per affrontare le tematiche del drop-out e dell’underachievement connesse alla provenienza migratoria degli , studenti – tema di rilevanza europea dopo la revisione 2016 del documento ET2020;

3)      Formazione per docenti di discipline STEM attraverso l’uso delle tecnologie didattiche: il corso “Tap-Swipe-Pinch” del provider estone/finlandese EuNeos, giunto alla decima edizione, ci è sembrato ancora una volta la scelta ideale per i docenti di discipline scientifico-tecniche e matematiche che volessero approfondire la propria competenza didattica ICT-based;

4)      Formazione dell’head staff: le difficoltà di gestione di un contesto complesso, rese critiche dalle innovazioni introdotte dalla l.107/2015, hanno condotto il team di progetto, in concerto con la dirigenza, ad inserire nel piano di formazione un corso strutturato per l’acquisizione di competenze manageriali, di gestione delle risorse umane, di pianificazione e valorizzazione del sistema, rivolte al DS ed al suo staff;

5)      Formazione linguistica: previsti più livelli.

  1. Formazione per back e front office ASL: un comparto del team che si occupa di gestione dell’alternanza scuola lavoro ha manifestato la volontà di acquisire competenze linguistiche specifiche, adeguate alla gestione del placement lavorativo estero degli studenti e funzionali alla creazione di un network europeo di partner d’appoggio per tale attività;
  2. Formazione specialistica per docenti di lingua inglese: due settimane in un prestigioso college oxfordiano, per rifinire e potenziare al massimo livello la competenza linguistica e didattica di due docenti di punta del dipartimento, in prospettiva di una restituzione ad alto impatto sull’intero gruppo;
  3. Formazione CLIL per docenti di discipline non linguistiche;
  4. Formazione di base per docenti/personale ATA sprovvisto di certificazioni linguistiche.

Il progetto è in piena attuazione, con 16 mobilità già realizzate su un totale di 31 preventivate. Il rapporto intermedio, consegnato all’AN, non prevede variazioni rispetto a quanto programmato. E’ stato molto utile, in questo senso, procedere allo screening delle candidature ed alla selezione dei partecipanti già durante i mesi estivi, avvalendosi di un comitato di valutazione composto prevalentemente da membri esterni all’Istituto: il contributo del Comitato Tecnico Scientifico della scuola è stato prezioso, consentendoci di realizzare una selezione trasparente ed imparziale, orientata alla qualità.

Ogni progetto, si sa, ha un segreto: una chiave di volta, un motivo sottostante che ne determina il successo – o l’insuccesso, parimenti. Nel nostro caso, analizzando quanto sinora accaduto, siamo fieri di poter affermare che la pianificazione rigorosa, realizzata attraverso il lavoro corale del project manager, dei responsabili dei dipartimenti disciplinari e dell’head staff, condivisa scrupolosamente con l’ufficio amministrativo – coinvolto sia nella fase progettuale che nelle mobilità! – ha fatto sì che il progetto avesse un piano attuativo solido sin dalla sua apertura. Una accurata selezione dei corsi e delle partnership, follow-up sui partecipanti alle mobilità e un supporto costante da parte del team di progetto ai partecipanti alle mobilità, ed il gioco è fatto: il nostro KA1 procede a gonfie vele.

Per questo mi sento di rivolgere un consiglio a tutti coloro che intendono cimentarsi nella progettazione Erasmus Plus: la chiave del successo è sempre la condivisione. Non è possibile trasformare un’attività collegiale in qualche forma di “one man show”. Forse è possibile avere il grant, in questo modo: di certo però il progetto passerà senza lasciare una reale traccia nell’organizzazione, avrà carattere accidentale e non strutturale, il suo impatto sarà poco significativo e – dato non trascurabile – il denaro del supporto organizzativo basterà a malapena per la psicoterapia del project manager, che dovrà tollerare una severa sindrome da burnout!

Curate la scelta dei partner, curate la scelta dei corsi: siate coerenti, convincenti e convinti, armonizzate le richieste dell’Europa con le vostre necessità (mai il contrario!) e non dimenticate che la scuola non è fatta solo da docenti: i nostri colleghi amministrativi, il personale tecnico, i collaboratori, tutti giocano una parte nel complesso mondo dell’organizzazione. Il progetto deve essere di tutti: così soltanto le azioni di disseminazione saranno semplici da realizzare, l’impatto sarà significativo e il circolo virtuoso Erasmus Plus si impossesserà della vostra organizzazione, proiettandola in uno stimolante e competitivo contesto internazionale.

Buona call 2018 a tutti!

Francesco Lannino

Project manager IIS “E.Bona”

 

 

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