#AngoloErasmus – Alternanza scuola-lavoro all’estero: con Erasmus Plus si può?

Oggi ci concentreremo sui progetti Erasmus Plus KA1 VET – o per essere più corretti – sui progetti il cui formulario ha il codice KA102.

Di cosa si tratta?

Sono progetti che permettono la mobilità unilaterale all’estero solo dei docenti, solo degli studenti o di entrambi all’interno di uno stesso progetto, ai fini della formazione professionale.

Anche se diversi progetti che prevedevano solo la mobilità dei docenti sono stati approvati nel corso degli anni, le scuole guardano al KA1 VET soprattutto per far svolgere alternanza scuola-lavoro all’estero ai propri studenti.

I vostri studenti – inclusi i neodiplomati- potrebbero quindi avere l’opportunità di svolgere periodi di tirocinio all’estero della durata variabile da due settimane fino addirittura ad un anno (esclusi i giorni di viaggio) presso aziende o scuole che garantiscano una reale alternanza scuola-lavoro, ma soprattutto potrebbero svolgere questa attività supportati dal finanziamento Erasmus.

Come presentare la candidatura?

Potreste decidere di affrontare questa avventura da soli – quindi scrivere un progetto solo per la vostra scuola- o condividere la progettazione e l’implementazione del progetto con minimo altri 2 soggetti italiani, attivi anch’essi nel mondo dell’educazione, formazione e istruzione professionale. Creereste in tal modo un consorzio, il cui numero minimo di componenti deve essere 3 organizzazioni dello stesso Paese, e che non dovete confondere con il partenariato, che invece è il rapporto che voi instaurate con i soggetti partner all’estero che vi ospiteranno.

L’alternanza scuola-lavoro all’estero:

Quando si affronta il tema della possibilità di svolgere esperienze lavorative all’estero – senza voler entrare nel merito del tema più generale della qualità dell’alternanza scuola-lavoro- rileviamo principalmente due elementi di riflessione:

  1. inclusione sociale – molti ragazzi non viaggiano e quindi nemmeno prenderebbero mai in considerazione l’opportunità di svolgere un tirocinio all’estero sia a causa della mancanza di disponibilità economica, sia perché trovandosi in una situazione di disabilità, mancano delle condizioni materiali che potrebbero consentire loro un’esperienza simile. Ma con Erasmus Plus questo non è (e non sarà più) un problema! Infatti Erasmus Plus già copre tutte le spese relative al viaggio, al vitto e all’alloggio (anche di eventuali accompagnatori), ma prevede anche dei finanziamenti specifici rimborsati al 100% per affrontare spese legate ai bisogni speciali. L’inclusione sociale quindi è promossa non solo da un punto di visto teorico, ma anche e soprattutto materiale e operativo.
  2. riconoscimento del periodo all’estero da parte delle scuole – uno dei presupposti per “non sprecare tempo” (e quindi promuovere ancora di più la mobilità all’estero) è quello di riconoscere il periodo all’estero da parte della scuola di invio. Questo vale nel caso di mobilità brevi di due-tre settimane, ma dovrebbe valere ancora di più per le mobilità di lungo periodo. Su questo tema Erasmus non pone soluzioni, nel senso che ogni singolo istituto deve organizzarsi in base al partner scelto e in base ai programmi che i ragazzi devono seguire, cercando soluzioni per far in modo che ci sia compatibilità tra i programmi nazionali e quelli stranieri. Possiamo dire che Erasmus dà un’opportunità o un grande quadro entro il quale muoversi alle scuole di tutta Europa, ma sono poi le singole scuole che in base alla loro organizzazione interna didattica a capire quali di queste opportunità possono essere realmente perseguibili.

Quali novità o suggerimenti possiamo segnalare in vista delle scadenze 2018?

  • la data: la prossima scadenza è il 1 febbraio ore 12.00 (di Bruxelles!!!);
  • iniziate a cercare o ragionare sui partner di progetto (cioè le strutture che accoglieranno i ragazzi) perché vanno già inseriti nel formulario → se volete dei consigli non esitate a contattarci;
  • sono due le novità principali  dal punto di vista delle regole fondamentali riportate nella guida. La prima riguarda il budget dei viaggi, ma ne parleremo in un prossimo articolo. La seconda riguarda la priorità data ai progetti di maggiore durata.   Nello specifico, le mobilità nei progetti di chiave 1 si dividono in breve durata (fino a due mesi) e lunga durata (da tre a dodici mesi). Da quest’anno le mobilità di lunga durata rientrano nella categoria ERASMUS PRO – non cambia dunque la sostanza quanto la nomenclatura. Il vero elemento da sottolineare è che i progetti Erasmus Pro avranno priorità e maggiore rilevanza rispetto agli altri, e permetteranno ai docenti anche delle visite preparatorie per organizzare la “lunga” esperienza all’estero degli studenti;
  • ultimo ma non per importanza: tutte le tipologie di scuola possono partecipare ai progetti KA1 VET. La traduzione italiana della guida Erasmus Plus di VET (Vocational and Educational Training) con IFP (Istruzione e formazione professionale) ha spesso tratto in inganno molte scuole che non si sentivano rappresentate da quella sigla.

 

Quindi scuole di tutta Italia, non abbiate paura e fate partire i vostri studenti all’estero… e state sicure che vi ringrazieranno a vita!

Cristina Ceccarelli

Vicepresidente Euphoria

 

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